Fino a qualche giorno fa il clima tra Governo e associazioni di categoria dell’autotrasporto sembrava far ben sperare. In realtà si trattava di una calma più che apparente: a confermarlo è Unatras che, dopo aver organizzato con successo il Tir Day – lo scorso 18 marzo – ora ha proclamato il fermo dell’autotrasporto merci. Questa decisione drastica arriva per volontà del Comitato Esecutivo dell’associazione: l’incontro tra i vertici Unatras di qualche giorno fa, infatti, ha fatto emergere che, nonostante i ripetuti solleciti e anche a seguito delle promesse ricevute nei giorni subito successivi al Tir Day, nulla si è mosso in tema di provvedimenti definitivi messi in atto da parte delle massime istituzioni dello Stato. Dopo l’organizzazione della manifestazione dello scorso mese – in cui migliaia di autotrasportatori sono scesi in campo in tutta Italia – ora Unatras alza il tiro dichiarando il fermo totale. Al termine del Comitato Esecutivo, i rappresentanti dell’associazione hanno dato mandato all’Ufficio di Presidenza di definire tempi e modalità del fermo.

Promesse non mantenute alla base della decisione

La mobilitazione nazionale che ha avuto luogo lo scorso 18 marzo aveva il primario obiettivo di portare all’attenzione delle istituzioni una serie di problematiche già denunciate da tempo da parte dalle imprese di autotrasporto. Unatras, che in un primo momento si era dichiarata soddisfatta dei segnali ricevuti dal Governo subito dopo la protesta, ha dovuto fare marcia indietro: il MIT, infatti, non ha dato seguito alle iniziali promesse, lasciando cadere nel dimenticatoio – per l’ennesima volta – le spinose questioni che da tempo mettono in crisi gli operatori del settore.

I principali problemi sollevati da operatori e autotrasportatori

Le tematiche su cui gli operatori del settore e gli autotrasportatori chiedono a gran voce l’intervento del Governo sono numerose. Tra le principali criticità spiccano la concorrenza – spesso sleale – dei vettori esteri, le reiterate violazioni delle regolamentazioni dei tempi di pagamento, il blocco delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali, le nuove disposizioni – sempre più stringenti – per le revisioni dei mezzi pesanti, l’assenza di una pubblicazione ufficiale dei costi minimi di sicurezza e, non da ultimo, l’annoso problema dei provvedimenti già passati in approvazione ma non ancora entrati in vigore. Di questo e di tanto altro parleranno gli esponenti di Unatras che, durante i prossimi giorni, saranno a Roma per spiegare le ragioni del fermo e per sollecitare nuovamente all’azione le forze politiche e i rappresentanti ministeriali.

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