Siamo alle solite: una volta era di uso quotidiano l’espressione “fatta la Legge, trovato l’inganno”, ora il settore dell’autotrasporto potrebbe mutuarne una nuova “fatta la Legge, non trovato il significato”. Sì, perché anche in questa occasione il Ministero dell’Interno, attraverso una nota ufficiale dello scorso 1 settembre, ha dovuto fornire chiarimenti e spiegazioni circa l’obbligatorietà di compilazione e di conservazione dei modulo di controllo delle assenze dei conducenti. Il motivo di questo intervento governativo è da ricercare nella nebulosità dell’art. 34 del Regolamento dell’Unione Europea n. 165/2014 che, 2 anni fa, aveva sancito che tutti gli Stati membri della Comunità non avessero più il potere di imporre ai conducenti l’obbligatorietà di tenuta dei moduli che attestano la loro attività mentre sono lontani dal veicolo. Sulla base di ciò, quindi, la Commissione Europea stabilì che redigere il modulo delle assenze non rappresenta più un dovere per i guidatori che, conseguentemente, non possono essere sanzionati nel caso ne siano sprovvisti.

Il Ministero è intervenuto perché il messaggio non era chiaro

Se per alcuni il regolamento europeo è stato chiaro sin da subito, per altri non fu così. Quindi il Ministero è dovuto intervenire, come detto, con la nota del 1° settembre, ribadendo che le sanzioni previste dall’art. 9, commi 4 e 5, del D.Lgs. n. 144/2008 ancora in vigore, non sono più applicabili nella realtà. Ma non è tutto: il comunicato, infatti, spiega che l’azienda operante nel trasporto merci può anche decidere di continuare a compilare il modulo assenze che, in una prospettiva di grande collaborazione con la Forze dell’Ordine, può essere esibito al momento dei controlli. Riassumendo: la mancata tenuta del modulo assenze non è più punibile, ma sarebbe buona norma continuare a compilarlo, manifestando così un elevato senso civico e collaborativo con tutti gli attori della filiera.

Il buon senso non fa rima con obblighi di legge

A valle dei chiarimenti del Ministero dell’Interno e di quello dei Trasporti, sembra che la strada migliore da seguire sia quella del buon senso. Ovvero: continuare a compilare il modulo assenze nei casi in cui i tachigrafi digitali non abbiamo registrato i periodi di attività e inattività del conducente, potrebbe facilitare il processo di controllo stradale che, al netto dell’impossibilità di applicare sanzioni, non si fermerà. Per un settore più sicuro ed in regola, quindi, è consigliabile tenere traccia della condotta dell’autista che, a fronte di dubbi da parte degli organi vigilanti, può dimostrare la correttezza della stessa attraverso l’esibizione dei documenti che provino l’effettiva attività svolta nell’arco temporale di riferimento.

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1 Comment

  1. Rodolfo Toniolo
    13 settembre 2016 at 21:51 — Rispondi

    praticamente non serve piu compilare nessun modulo.?

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