Grandi novità per le aziende impegnate nel settore dell’autotrasporto in tema di tachigrafo e ore di guida: attraverso la Circolare n. 300/2017, il Ministero dell’Interno ha stabilito che in caso di infrazioni, non saranno previste sanzioni per le imprese che hanno correttamente formato e istruito i propri autisti in materia. In questo modo, si fa chiarezza su uno degli aspettanti più scottanti affrontati dagli operatori negli ultimi anni. Grande soddisfazione tra le aziende del settore che, fino a qualche giorno fa, nonostante fossero in piena regola con quanto disposto dalla Direzione Generale del trasporto stradale del MIT, attraverso i decreti n. 215/2016 e n. 2720/2016, erano comunque passibili di sanzioni. Ora, invece, chi organizza specifici corsi di formazione per il corretto utilizzo del tachigrafo e si accerta che i conducenti abbiano correttamente preso parte a questi incontri formativi, si tutela da ogni tipo di rischio aggiuntivo derivante dai controlli su strada.

Cosa cambia nelle contestazioni delle sanzioni

Abbiamo detto che le aziende che verificano la partecipazione ai corsi di formazione su tachigrafo e ore di guida dei propri autisti e che, al tempo stesso, assolvono gli altri oneri di controllo trimestrale delle risultanze dei tracciati tachigrafici, sono al riparo da possibili sanzioni in caso di infrazioni registrate dagli organi di Polizia nei fermi stradali. Da ora, quindi, che succederà? Sulla base di queste nuove norme, gli organi di vigilanza dovranno contestare solo all’autista un’eventuale infrazione rispetto alle regolamentazioni sui tempi di guida e di riposo e sul corretto uso del cronotachigrafo. Un unico responsabile, quindi. Ciò, però, vale solo in presenza di infrazioni lievi, che non presuppongano carenze organizzative. In questi casi, invece, si rimetterà, come di consueto, al Prefetto o al Giudice di Pace l’onere della valutazione.

Casi gravi: come dovranno operare le aziende

Quando la Polizia Stradale coinvolge il Prefetto o il Giudice di Pace nella valutazione dell’infrazione, il datore di lavoro avrà la responsabilità di dimostrare di aver adempiuto agli oneri di formazione, istruzione e controllo, non rendendo imputabile l’evasione normativa a insufficienze organizzative dell’impresa. Prove a favore dell’azienda sono, ad esempio, l’esistenza di un contratto di trasporto in forma scritta o di istruzioni scritte compatibili con le norme in esame. Anche in questo caso, quindi, i corsi di formazione risultano fondamentali, così come la documentazione di verifica trimestrale dei tracciati tachigrafici. Qualora l’azienda non fosse in grado di dimostrare tutto ciò, si procederà al coinvolgimento degli organi ispettivi del Ministero del Lavoro, che analizzeranno la situazione complessiva e prenderanno, quindi, i relativi provvedimenti sanzionatori.

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32 Comments

  1. Luca Simona
    4 aprile 2017 at 9:45 — Rispondi

    Gira e rigira il datore di lavoro che ti impone di fare certe cose si lava le mani…. Mi sa che non si è capito bene il problema.

    • Hang Buri
      4 aprile 2017 at 10:10 — Rispondi

      Certo che se però le aziende devono pagare gli errori continui dei propri autisti… finisce tutto.. azienda e lavoratori… e’ un po’ come la storia del cervello e delle membra

  2. Andrea Bertini
    4 aprile 2017 at 9:58 — Rispondi

    Mah. Sempre peggio…

  3. Francesco Fasolino
    4 aprile 2017 at 10:00 — Rispondi

    Infatti si gira in torno al problema , questa storia e come un cane che si morde la coda, e continuano a tutelare le aziende sennò finisce il loro business….. dopo i soldi dei verbali come li fanno se le ditte si mettono in riga?

  4. Maurizio Saviane
    4 aprile 2017 at 10:01 — Rispondi

    Ma va laaa

  5. Federico Veronese
    4 aprile 2017 at 10:18 — Rispondi

    Se passi le ore di guida è xk ti fanno girare sempre tirato, il verbale dovrebbero farlo solo alle aziende.

  6. Luca Merlo
    4 aprile 2017 at 10:26 — Rispondi

    Sanzione sempre all’asilo!

  7. Erasmo Tugnolo
    4 aprile 2017 at 12:00 — Rispondi

    In poche parole c’è l’ho abbiamo sempre nei c@lo solo noi . A bene bene sempre di male in peggio

  8. Gian Mario Pinciroli
    4 aprile 2017 at 12:25 — Rispondi

    Così ti fanno un bel corso (logicamente quando già non lavori tipo sabato pomeriggio o domenica ) e poi dal giorno dopo peggio di prima…tanto la colpa è sempre e solo del conducente. Veramente bravi!

  9. Piero Chirivì
    4 aprile 2017 at 12:31 — Rispondi

    È normale che le scimmie legiferano così. le aziende , bene o male hanno qualche confindustria a proteggerle indirettamente. E gli autisti chi hanno? Fare un corso per addossare i verbali agli autisti è proprio da babbuini

  10. Alex Ruspa
    4 aprile 2017 at 12:36 — Rispondi

    Che penaaaaaaa

  11. Emilio de Nicola
    4 aprile 2017 at 12:57 — Rispondi

    In questo caso nella mia azzienda non se ne parla proprio come dobbiamo comportarci e a chi segnalare questo problema quale organo istituzionale

  12. Luca Cribiori
    4 aprile 2017 at 13:10 — Rispondi

    Alla fine,l’uccello Padulo,
    vola sempre in direzione degli autisti!!!

  13. Silvestri Claudio
    4 aprile 2017 at 13:11 — Rispondi

    Ormai e di moda sanzionare i cretini,il mondo si e sempre sostenuto su chi sgobba dalla mattina alla sera,l’importante e legiferare,poi chi se visto se visto,ora vige la regola,”io te l’ho detto”e me ne lavo le mani come ponzio pilato,poi sta sempre al contadino trovare la posizione migliore per prenderlo nella via rettale

  14. Giuseppe Carnevale
    4 aprile 2017 at 13:17 — Rispondi

    Magnelli Luigi

  15. Oscar Giannuzzo
    4 aprile 2017 at 13:21 — Rispondi

    Quindi riassumendo: prima le Aziende avevano un po’ di timore a farti fare lo schiavo perché pagavano anche di tasca loro. Ora basta che il dipendente (che si è gia dovuto pagare da solo la patente e il cqc) firmi un foglio dopo qualche minuto di formazione ed improvvisamente te Azienda continui a trattarli da schiavi tanto sono solo cavoli loro. Che genialata pazzesca…

    • Federico Bosi
      5 aprile 2017 at 5:39 — Rispondi

      Qualche minuto non direi sono 8 ore e poi la patente e cqc sono tuoi perché le deve pagare il datore se poi cambi lavoro?

    • Oscar Giannuzzo
      5 aprile 2017 at 15:09 — Rispondi

      Si si tutto buono.. evidentemente Lei rappresenta una di “quelle” aziende visto il punto del Suo discorso.

  16. Giuliano Illiano
    4 aprile 2017 at 13:27 — Rispondi

    Il mondo è dei FUR……..ANTI

  17. Franco Sacco
    4 aprile 2017 at 13:58 — Rispondi

    Ma se tutti gli autisti rispettassero le regole l’azienda si dovrebbe adattare non può dire {se ti sta bene cosi se no te ne vai tanto io ne trovo un altro } perché un o altro fesso non lo trova e chi farà i trasporti ….. E scusate se mi sono intromesso

    • Salvatore Casamichela
      5 aprile 2017 at 15:14 — Rispondi

      Il “fesso” lo trova comunque… Se nn lo trova tra i dipendenti italiani, lo trova sicuramente tra gli extracomunitari o, comunque, tra gli autisti provenienti dall’est Europa che, pur di rimanere in Italia, sn disposti ad assumersi responsabilità che, in realtà, appartengono alla ditta

  18. Emanuele Longo
    4 aprile 2017 at 14:02 — Rispondi

    Giuseppe Carnevale

  19. Enzo Cariota
    4 aprile 2017 at 18:04 — Rispondi

    Il problema è non punire l’autista ma le aziende…forse si cambia qualcosa sulle ore è riposo settimanale

  20. Mauro Tei
    4 aprile 2017 at 20:07 — Rispondi

    Come al solito chi lo prende nella schiena sono sempre i dipendenti! Perché mai nessuno andrà a domandare al datore se ha spinto gli autisti ad usare calamite o tessere di autisti in pensione fornite dal datore o padrone,mai nessuno andrà a domandare al padrone se è vero che ha minacciato l’autista dicendo “se non ti va’ bene puoi stare a casa,qui si lavora così”.Solite leggi fatte da persone che non hanno la minima idea di cosa voglia dire ‘fare l’autista’. Ciao

  21. Fatmir Lala
    5 aprile 2017 at 12:48 — Rispondi

    Avrete poco dà rammentare ( ti fanno fare certe cose, ti spingono usarne le tessere dèi pensionisti, a noi chi ci tutela, ti fanno girare sempre tirato ), si chiama corso di formazione proprio per questo, per rendervi coscienti che avete poco da fare furbi, lecca culi, fare bella figura con padrone rendendosi complici e creare là situazione ché si è creato nei trasporti, solo voi avete bisogno di stipendio, solo voi avete bisogno di portare pane a casa, solo voi dovete mantenere la famiglia … . Avete solo da rispettare le regole e farsi rispettare ( se padrone vi dice di buttarsi dà ponte voi vi buttate no, allora credette di essere più furbi non siete fessi ). Speriamo che vi tolgono e pure la patente e che non si limitano a uno semplice verbale.

  22. Vito Spagnuolo
    5 aprile 2017 at 13:32 — Rispondi

    rendere obbligatorio alle aziende corsi di formazione e aggiornamenti, ma nel contempo stesso, anch’essi sanzionati sé accertate la responsabilità dell’impresa. Questo è un deterrente forte, sia per la tutela dell’autista, che per tutti gli utenti della strada e non solo.

  23. Salvatore Casamichela
    5 aprile 2017 at 15:19 — Rispondi

    Bella cagata!!! In questo modo è sufficiente che le ditte di trasporto si adeguino a tale normativa per poi imporre ai propri autisti la qualsiasi cosa, rimanendo immuni da qualsiasi sanzione… Come al solito, le leggi italiane, sn create per andare a favore del più forte ed in culo a chi è costretto a sopportare per vivere…!!!

  24. Fabrizio Conti
    5 aprile 2017 at 20:24 — Rispondi

    Da titolare di un azienda che rispetta e fa rispettare le ore di riposo, dico che è utile in quanto molti autisti non sanno utilizzare il tachigrafo digitale

  25. Gino Coluccio
    6 aprile 2017 at 12:47 — Rispondi

    E’ tutta una catena si parte dallo stato si passa la palla alle forze dell’ordine e poi alle aziende, specialmente se sono grandi e alla fine il cetriolo lo becca sempre e solo l’ autista….. Italia di merda

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