La carenza dei camionisti è un problema che ormai non si può più ignorare e che, soprattutto dopo lo scoppio della pandemia, si è ulteriormente aggravato. Molti driver con diversi anni di lavoro sulle spalle ne hanno approfittato per andare in pensione, o comunque si sono dedicati ad altri lavori meno pericolosi ed usuranti. Quello del camionista è un lavoro poco attrattivo per i giovani italiani, che preferiscono le forme assistenziali di sostegno che però di fatto non generano lavoro, e soprattutto determinano un investimento di soldi a vuoto.

Fino a poco tempo fa, per quanto fosse una pratica non esattamente legale, molte aziende si affidavano a camionisti rumeni o provenienti dall’Est, che si accontentavano di paghe misere. I paesi dell’Est Europa stanno investendo meglio rispetto all’Italia i fondi europei, creando una situazione se non di benessere quanto meno di maggiore stabilità economica. Niente più autotrasportatori dell’est Europa quindi e le aziende, non trovando driver in Italia, sono costrette a “pescare” in altri paesi come Nepal, India o Filippine.

Questi guidatori però spesso non hanno la carta di qualificazione professionale, necessaria per guidare i camion nell’Unione Europea. Inoltre ci sono i problemi di barriera linguistica difficilmente superabili.

Come sopperire alla carenza di camionisti?

La prima mossa deve farla il Governo che, anziché spendere fondi in forme di assistenzialismo per i giovani che di fatto non creano posti di lavoro, farebbe bene ad investire quei soldi per incentivare le aziende ad assumere e creare condizioni di lavoro più accettabili.

Con stipendi adeguati, blocco della concorrenza sleale e rispetto dei contratti sicuramente si creano le condizioni necessarie per rendere il lavoro del camionista, se non appetibile, quanto meno più accettabile.

Le proposte dei driver

Le soluzioni per risolvere questo problema arrivano dagli stessi camionisti che, vivendo sulla loro pelle le criticità di questo lavoro, meglio di chiunque altro sanno dove e come intervenire.

C’è chi evidenzia che non è importante solo avere la patente, ma soprattutto le competenze necessarie e l’esperienza che si guadagna sul campo e non si acquista. Proprio per questo motivo chi possiede queste doti andrebbe valorizzato con orari di lavoro più accettabili e paghe dignitose.

Altri sostengono che, nonostante tutto, ci sono invece aziende serie che tutelano i loro lavoratori e ne riconoscono il giusto valore con stipendi equi. In questi casi è necessario il passaparola tra i driver che, in base ai commenti dei colleghi, possono così decidere per quali ditte lavorare senza farsi sfruttare.

Le stesse aziende, se vogliono ingaggiare camionisti esperti ed affidabili, sanno che devono concedere loro giuste paghe e orari di lavoro normali per offrire ai clienti un servizio preciso e professionale.

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13 Commenti

  1. Antoska
    10 Luglio 2021 at 22:01 — Rispondi

    Intanto sarebbe da abolire il cqc,che sono spese inappropriate , già la patente È in se è sinonimo di professionalità è molto lasciano per i costi fra patente e cqc, poi gli stipendi sono fermi anzi sono sotto rispetto al’ultimo millennio, è le ore di guida è impegno ed infine ma non per ultimo questa frenesia viscerale delle consegne giornaliere per non perdere clienti a discapito delle ditte dell’Est che il cabotaggio è opzional per loro.

  2. 10 Luglio 2021 at 22:06 — Rispondi

    PURTROPPO a mio avviso viene “saltato” il problema principale che è quello delle cooperative fasulle e dell’intermediazione illegali che con proventi esentasse (EVASIONE) riescono a COMPRARE i responsabili dei GRANDI CLIENTI e GRANDI SEDIZIONIERI per mantenere vivo lo sfruttamento!!… Per non parlare della situazione mafiosa nel campo dei trasporti!!!!

  3. Fabrizio
    10 Luglio 2021 at 22:17 — Rispondi

    La prima cosa che lo stato o chi preposto hai controlli, dia delle sanzioni e ordini la modifica dei contratti di lavoro.
    Ci sono ditte che addirittura, fanno contratti che la tredicesima e la quattordicesima nello stipendio mensile e quindi come paga anche dividendo le due mensilmente, non si arriva a una somma adeguata e cosa peggiore e contro legge, alcune ditte non pagano le ferie.

  4. Adrian
    11 Luglio 2021 at 8:36 — Rispondi

    Secondo me, le soluzioni le avete d’avanti agli occhi ,ma non riuscite a vederle ,perche ai vertici delle istituzioni ce gente che non e istruita abbastanza . In anzi tutto ve ne dico come procedevano i comunisti Romeni nei anni 80 . Avevano aperto scuole in collaborazione con le aziende . I giovani venivano assunti con stipendio dal azienda con contratto a 5 anni , l’azienda gli pagava lo stipendio e il corso professionale per diventare autista . Alla fine del corso , lui era obbligato di rimanere in quella ditta per 5 anni , se no doveva rimborsare il valore della spesa . Cosi ho fatto io la scuola autista professionista . La seconda cosa da fare e togliere la penalizzazione dal codice della strada per avere preso passeggeri in cabina. Io 40 anni fa andavo in giro col mio papa , cosi mi sono innamorato di questo lavoro , e ho imparato il mestiere dal Aalla Z salendo neo giorni di vacanza scolastica insieme a lui sul camion . Terza cosa . Dare soldi a la cassa integrazione per iniziare dei corsi per le persone che non hanno un lavoro , e che percepiscono l’indennità di disoccupato ,facendoli la riconversione professionale . Quarta cosa, obbligate le aziende a pagare le ore registrate su la scheda tachigrafo .

  5. Bruno Dallari
    11 Luglio 2021 at 8:59 — Rispondi

    Vero quello che o letto

  6. Bamba
    11 Luglio 2021 at 11:34 — Rispondi

    Una buona idea speriamo che non solo parlare

  7. Mario
    11 Luglio 2021 at 19:16 — Rispondi

    Ma quando sarà riconosciuto il nostro lavoro come usurante? Quando andremo in pensione a 55 anni? E gli stipendi ne vogliamo parlare? C’è ancora chi da agli autisti 40 euro di trasferta al giorno x mangiare, un pranzo in autostrada senza tessera sconto costa 25-30 euro, ma voi pensate sul serio che dopo che andremo noi “vecchi” in pensione i camionchi li guida i proprietari? Ecco vi ho posto solo un piccolo assaggio dei quesiti. Cordiali saluti

  8. Riccardo
    11 Luglio 2021 at 19:59 — Rispondi

    Suggerisco di eliminare i punti sulle patenti edi noi lavoratori che cerchiamo di portare il pane a casa .

  9. Sabino Mazzei
    12 Luglio 2021 at 11:37 — Rispondi

    Il problema per quanto riguarda la carenza di autisti di mezzi pesanti, la conoscono bene tutti. Sindacati, aziende, forze dell’ordine, e governo. Ma ha nessuna di queste categorie interessa veramente risolvere il problema. Perché ogni volta trovano nuovi schiavi perché bisogna usare le parole giuste. Partiamo dal governo che dovrebbe fare leggi serie. Primo togliere dalla strada vecchi mezzi e vecchi sistemi di registrazione della giornata lavorativa, poi dovrebbero cambiare la responsabilità sui verbali e fare pagare agli autisti solo le informazioni durante la guida. Perché tutto il resto dipende dalle aziende. Poi andiamo dai sindacati che ogni volta firmano dei CCNL scandalosi peggiorando le condizioni lavorative e di sicurezza, compreso paghe da raccoglitori di pomodori, con tutto il rispetto che dovremmo dare a quest’ultimi. Ma se si considera le ore giornaliere e si dividono per la paga, saranno 4/5 euro l’ora. Inoltre non si vuole nemmeno rispettare i CCNL peggiorando ulteriormente le cose. Quindi inutile fare chiacchiere, se vogliono trovare il personale ci sono i margini di farlo, e sono convinto che se venissero rispettate le persone non ci sarebbero carenze. Inoltre dimenticavo la responsabilità che abbiamo, non trascurando il problema degli eventuali danni che ci vengono addebitati. Che moltissime aziende ormai lo usano come prassi in quanto tutto viene passato come negligenza. C’è bisogno di sedersi seriamente intorno ad un tavolino con tutte le parti interessate compreso il governo, e trovare una soluzione seria, nel rispetto di tutti, ma soprattutto di chi lavora in un settore così importante.

    • damiano
      10 Marzo 2024 at 10:45 — Rispondi

      Il mio pensiero dopo 24 anni di questo lavoro , sono le tue parole!
      Daccordo su tutto😉👍

  10. Ruggiero
    12 Luglio 2021 at 18:03 — Rispondi

    Non ci sono Autisti x le Aziende pagano poco e sfruttano molto

  11. Alessandro
    12 Luglio 2021 at 23:46 — Rispondi

    Io sono un autista del sud stiamo troppo schiacciati dalle ore di lavoro ogni giorno ma la paga è di 7.50 al giorno mi chiedo quando finiranno di fare i pagliacci con chi rischia la propria vita x campare onestamente pochi controlli sul territorio vedono solo quello che gli fa comodo ci vuole un ispettorato del lavoro che ci possa aiutare in qualche modo per ridurre tutte queste ore di lavoro senza essere neanche retribuite sia come stipendio che come fine pensionistici grazie x la vostra collaborazione serve aiuto subito…..

  12. Cosmin
    14 Luglio 2021 at 18:49 — Rispondi

    Io penso che il corso cqc serve come servono tutti gli altri(Adr crono ecc)
    Il problema sono le ore di guida che non coincidono con quelle sul contratto..
    Questo è l’unico mestiere dove il datore di lavoto sfrutta l’operaio legalmente
    L’Ispettorato di lavoro dovrebbe fare il giro delle aziende e controllare contratto,ore di guida sulla scheda,busta paga o cud,bonifico e poi fatto questo ovviamente abbassare i costi degli operai alle aziende di trasport solo cosi riusciranno ad uscire da questa problema…

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