In questo articolo spiegheremo cos’è l’idling e di come possa incidere negativamente sui mezzi di trasporto e sull’ambiente. Idling è un termine inglese che significa “girare al minimo” e indica le soste che vengono effettuate con il motore lasciato acceso, determinando un maggior consumo di carburante e un maggiore inquinamento. Nei seguenti paragrafi analizziamo quali sono le conseguenze principali di questo fenomeno e quali contromisure adottare per contrastarlo efficacemente.

Cos’è l’idling e quali sono le conseguenze negative

L’idling può avere diverse conseguenze negative sui mezzi e le 3 principali sono le seguenti:

  • tenere acceso il motore in sosta può comportare un consumo di carburante più elevato. Infatti, se si è in sosta con il motore accesso, si possono consumare fino a 2 litri di carburante all’ora. Inoltre tramite questa pratica vengono emessi nell’aria oltre 5,26 kg di anidride carbonica. Ovviamente la giusta quantità di carburante consumata durante una sosta a motore acceso tiene conto sia della grandezza del motore e soprattutto di quanto viene usato il condizionatore;
  • tenere il motore acceso durante la sosta comporta anche un’usura maggiore delle parti che formano il motore stesso rispetto a quando il camion viaggia con una velocità regolare;
  • il consumo eccessivo di carburante ha un impatto negativo sull’ambiente, in quanto tale condizione determina un’eccessiva emissione di anidride carbonica nell’aria.

Se pensiamo al traffico e alle volte che siamo costretti a rimanere in sosta al semaforo, possiamo capire come l’idling è un fenomeno impossibile da eliminare del tutto. Tuttavia si può ridurre tramite lo start&stop. Questo sistema fa spegnere il motore automaticamente quando si è in sosta e serve proprio ad evitare la dispersione nell’ambiente di una quantità eccessiva di CO2.

Come si può ridurre l’idling sui camion?

L’idling è un fenomeno che riguarda naturalmente anche i camionisti, che possono però seguire specifiche azioni virtuose per ridurlo e contenere l’emissioni di CO2 nell’aria.

La prima cosa da fare all’interno delle aziende di trasporto è la formazione. Le aziende dovrebbero tenere corsi di formazione interna dando consigli per ridurre l’idling e avere una guida più ecologica. A tal proposito è opportuno ricordare che il motore del veicolo si scalda di più quando si inizia a guidare, e non quando si è in sosta.

Si possono poi utilizzare appositi sistemi tecnologici che consentono di monitorare il consumo di carburante quando il mezzo è in sosta con il motore acceso, e permettere di spegnere il motore quando si è parcheggiati.

Per insegnare ai dipendenti come ridurre l’idling si possono utilizzare anche gli strumenti del gioco, il cosiddetto gaming. Infatti, attraverso delle sfide con dei videogiochi gli autisti possono apprendere come mettere in pratica un modo di guidare virtuoso e con maggiore abilità tramite il divertimento.

Infine sul mercato è presente un’Unità di Potenza Ausiliare (APU) che può essere collocata soprattutto sui mezzi pesanti. Questo strumento consente di contenere le conseguenze negative dell’idling perché alimenta autonomamente le luci, il riscaldamento e l’aria condizionata, evitando così che il camion rimanga con il motore acceso al minimo ed evitando una dispersione eccessiva del carburante.

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