Il 21 giugno si è celebrata la giornata contro la stanchezza degli autisti, indetta dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF). La federazione è costituita da 200 sigle sindacali diverse che hanno preso parte alla manifestazione. I sindacati italiani che hanno aderito all’iniziativa sono stati due: Uiltrasporti e Fit Cgil.

Il motivo che ha spinto l’ETF a dare il via alla giornata contro la stanchezza degli autisti è stato un sondaggio nel quale si evince che il 60% dei camionisti guida solitamente in una condizione di stanchezza. Di questo 60% quasi il 30% afferma di aver quasi causato degli incidenti perché stanco, il 20% ha dichiarato di essersi addormentato mentre era alla guida, mentre il 50% degli autisti durante il tragitto si è sentito debole e affaticato ma non è riuscito ad accostare. Questi dati ci confermano come tali condizioni di lavoro rendano le vie di comunicazione europee rischiose per tutti i cittadini, a partire dai camionisti per arrivare fino a tutti gli altri utenti della strada, come automobilisti, ciclisti, motociclisti e pedoni.

Le proposte dei sindacati

La ricetta proposta dai sindacati di categoria per provare a dare una soluzione a questo problema prevede le seguenti accortezze per tutti i camionisti:

  • condizioni di lavoro più accettabili;
  • maggiore tutela dei diritti dei lavoratori;
  • equità nella distribuzione dell’orario di lavoro;
  • un adeguato tempo di riposo;
  • aree di sosta meglio attrezzate;
  • una retribuzione più adeguata.

Per quanto riguarda le donne autotrasportatrici i sindacati richiedono inoltre maggiore garanzia dal punto di vista della sicurezza e della protezione, un appropriato bilanciamento tra la vita privata e quella lavorativa, rendere l’ambiente di lavoro ottimale e creare delle strutture di riposo ben attrezzate e forniti di servizi igienici adeguati.

A margine della giornata contro la stanchezza degli autisti, i commenti della Uiltrasporti e della Filt Cgil hanno messo in evidenza come gli orari di lavoro troppo prolungati, le paghe non troppo elevate e i riposi insufficienti e non qualitativamente eccelsi portano i camionisti a svolgere un lavoro rischioso e stancante. I due sindacati con queste richieste hanno provato a coinvolgere quanti più soggetti possibili (istituzioni, aziende e pubblica opinione) su questo argomento, mettendo al centro della loro azione la sicurezza degli autotrasportatori e di tutte le persone.

La posizione degli autotrasportatori

Da Paolo Uggè, presidente della Federazione Italiana degli autotrasportatori (FAI), è arrivata una richiesta di unità nei confronti dei sindacati che ha come obiettivo finale il rispetto delle norme sulla sicurezza da parte dei camionisti. Successivamente a questa richiesta, il presidente di FAI ha posto però una domanda provocatoria ai rappresentanti dei lavoratori, chiedendosi come mai i sindacati si soffermano sui salari bassi e sulla richiesta di alzarli, quando sono i singoli autotrasportatori a stabilire il compenso con l’azienda. Secondo Uggè, dunque, questa delle sigle sindacali è una battaglia che non ha nulla a che vedere con l’aspetto della sicurezza dei camionisti, che sia Uiltrasporti che Filt Cgil dicono di voler difendere.

Per concludere possiamo dunque affermare che il problema della stanchezza degli operatori del trasporto è una condizione che richiede interventi strutturali e urgenti soprattutto per tutelare l’incolumità di tutti i cittadini lungo le diverse strade europee.

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