Si può guidare un camion a 18 anni? La domanda è lecita soprattutto quando lo scorso dicembre la Commissione Trasporti del Parlamento Europeo ha proposto di abbassare a 18 anni il limite di età per guidare un tir e addirittura a 17 anni con l’accompagnamento di un conducente esperto. La proposta ha suscitato un gran dibattitto ancora in corso.

L’associazione europea Etsc ha subito detto no alla proposta della Commissione. Basandosi su una ricerca dell’Associazione tedesca delle assicurazioni ha dichiarato che i camionisti più giovani, tra i 18 e i 20 anni, sono quelli che causano maggiori incidenti. Dati simili si sono registrati anche in Finlandia e Polonia.

La Commissione Europea ha però risposto che il periodo di accompagnamento serve proprio per consentire ai giovanissimi camionisti di acquisire maggiore esperienza e poter entrare rapidamente nel mercato del lavoro.

Si può guidare un camion a 18 anni in Italia? Ecco la situazione

In realtà nel nostro paese è già possibile guidare un camion a 18 anni. Come si legge sul sito del MIT a 18 anni è possibile conseguire la patente C o CE e guidare veicoli adibiti al trasporto merci, senza limiti di massa, a patto di ottenere la CQC merci frequentando un corso ordinario di 280 ore (260 di teoria e 20 di pratica).

In alternativa gli ultraventenni possono frequentare un corso accelerato di 140 ore (130 di teoria e 10 di pratica). Tuttavia prima di 21 anni non si possono guidare veicoli di massa superiore alle 7,5 tonnellate, un limite previsto per la patente C1, accessibile anche per i 18enni.

Tutte le autoscuole che organizzano corsi per patenti per mezzi pesanti specificano che sono accessibili anche per i 18 anni. Questi ultimi però tendenzialmente preferiscono il corso accelerato poiché costa meno (2.500 euro invece di 5.000 euro) ed è meno impegnativo. Dopo 3 anni consente poi di passare in automatico al trasporto di qualsiasi tonnellaggio.

Le opportunità e gli ostacoli

Rendere più accessibile ai giovani il conseguimento della patente per guidare mezzi pesanti da un lato aiuterebbe a contrastare la carenza di camionisti, un problema sempre più serio in Italia ma anche in Europa. Abbassare la soglia di età renderebbe più attraente per i giovani una carriera nel settore trasporti. Naturalmente servirebbe implementare l’affiancamento e la formazione dei giovanissimi camionisti che, venendo “svezzati” in tenera età, acquisirebbero le competenze necessarie per una guida professionale e sicura per loro e per gli altri utenti della strada. Nei prossimi 7 anni si stima che un terzo dei camionisti in Europa andrà in pensione e, al momento, sembra che non siamo pronti per questo cambio generazionale. É quindi necessario muoversi per tempo, altrimenti l’intero sistema del trasporto rischia di collassare.

Resta però il problema dei costi, poiché per un 18enne è difficile mettere da parte i 5.000-6.000 euro necessari per frequentare i corsi e ottenere l’abilitazione. L’Albo degli autotrasportatori sta provando ad ovviare a questo problema, distribuendo ogni anno incentivi per favorire la formazione degli autotrasportatori. In particolare nel 2024 ha annunciato un’iniziativa destinata a finanziare con un milione di euro la preparazione di circa 500 nuovi autisti. Il fabbisogno di conducenti stimato in Italia è molto più alto, ma è comunque un passo avanti nel tentativo di formare nuovi autotrasportatori per il presente e per il futuro.

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