In un articolo di un po’ di tempo fa abbiamo analizzato le principali patologie che colpiscono i camionisti. Siamo tornati sull’argomento poiché si tratta di un tema delicato e abbiamo analizzato, con l’aiuto di una ricerca Inail chiamata “Malprof, le malattie professionali nel settore del trasporto su strada”, le patologie più diffuse correlabili al tipo di lavoro svolto.

Lo studio ha analizzato i dati sulle malattie conservati negli archivi assicurativi dell’Inail e nel sistema di sorveglianza Malprof, che raccoglie e classifica tutte le segnalazioni di malattie lavoro-correlabili che giungono ai Servizi di prevenzione delle Asl.

Malattie del camionista: spondilosi e patologie dei dischi intervertebrali

Da quanto emerso dalla ricerca la malattia più diffusa è la spondilosi, una lenta e progressiva degenerazione che coinvolge tutte le strutture ossee e legamentose della colonna vertebrale. La schiena è una delle parti del corpo maggiormente stressate e infatti, subito dopo la spondilosi, le patologie più diffuse sono quelle che riguardano i dischi intervertebrali.

Il report è stato condotto secondo i criteri del Prr (Proportional reporting ratio), cioè un indicatore che mette a confronto il peso di una determinata patologia nel settore dei trasporti su strada con il peso corrispondente negli altri comparti.

Dopo la spondilosi e le patologie dei dischi intervertebrali, a seguire tra le malattie più diffuse ci sono le forme tumorali, in particolare quella alla laringe, alla vescica e alla trachea-bronchi-polmoni.

Inoltre è emerso che, tra i lavoratori del settore, i conducenti di camion e mezzi pesanti sono la categoria più colpita da patologie strettamente associate alla loro professione.

Rischio nelle malattie lavoro-correlate

L’analisi Inail ha inoltre calcolato i valori di Prr che sottolineano l’insorgenza delle malattie professionali, ma anche le patologie correlate al lavoro. Sono principalmente patologie che riguardano l’apparato muscolo-scheletrico e dei nervi periferici. Partendo dal presupposto che queste malattie possono presentarsi in qualsiasi occupazione, soprattutto con l’avanzare dell’età, è pur vero che il lavoro di camionista può favorirne uno sviluppo più veloce o aggravarle. Non sorprende che le patologie relative alla schiena e agli arti superiori siano quelle maggiormente diffuse tra gli autotrasportatori.

Un altro fattore di rischio per i camionisti è rappresentato dal fatto che non lavorano nello stesso ambiente, ma in luoghi spesso differenti tra di loro. Al di là dell’abitacolo del proprio mezzo, bisogna considerare le tipologie costruttive delle strumentazioni usate durante il lavoro, dei differenti carichi trasportati e delle condizioni manutentive.

Al di là del rischio di incidenti stradali, che sono pericoli sempre dietro l’angolo per chi svolge questa professione, bisogna tenere a mente altre condizioni che possono essere rischiose e usuranti a lungo andare come: vibrazioni continue trasmesse al corpo, posture fisse e prolungate, movimentazione manuale dei carichi, esposizione a diversi agenti chimici dispersi nell’aria, condizioni climatiche avverse che vanno dal caldo afoso al freddo pungente.

A questi fattori bisogna aggiungerne altri che possono variare significativamente da persona a persona, come ad esempio la percezione del rischio, la fragilità individuale e lo stile di vita. L’Inail, a conclusione di questo report, ha sentenziato che i dati presentati nella scheda possono rivelarsi molto utili per adottare contromisure adeguate e nello specifico attività di prevenzione mirate nel settore dell’autotrasporto pesante.

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