Generalmente nei film, nelle serie tv e nell’immaginario collettivo il camionista viene dipinto in un determinato modo che, poi, non corrisponde alla realtà. Abbiamo quindi realizzato questo articolo per sfatare alcuni miti sui camionisti e tracciare un identikit che sia più fedele alla realtà: scopriamo quali sono.

I falsi miti sui camionisti: la guida spericolata

Una delle credenze più diffuse e radicate è che i camionisti al volante siano spericolati e che siano loro la causa di molti incidenti. Fatta eccezione per alcune “pecore nere”, che purtroppo sono presenti in tutte le categorie, in realtà i camionisti sono molto responsabili e guidano con grande attenzione, sia per la loro sicurezza personale e degli altri utenti della strada, sia perché vengono sottoposti a controlli periodici da parte delle forze dell’ordine. Anche loro hanno dei cari che li aspettano a casa, quindi ci tengono alla loro incolumità personale.

Inoltre gli autotrasportatori devono attenersi alle normative sul tempo di guida, assicurandosi di non guidare troppo senza riposo poiché c’è il rischio di multe salate e, nei casi più gravi, di ritiro della patente.

Tra i camionisti non ci sono donne

Sicuramente la stragrande maggioranza di camionisti è composta da uomini, ma non bisogna pensare che non ci siano camioniste donne. A tal proposito è opportuno sottolineare due cose: c’è penuria di camionisti nel settore e inoltre per le donne l’accesso al mondo del lavoro risulta sempre piuttosto complicato. Queste due particolari congiunture socio-lavorative hanno favorito l’ingresso delle donne nel settore dell’autotrasporto. Nell’UE circa il 2% di autisti di camion è donna, mentre negli Stati Uniti la percentuale è del 6%. Negli anni futuri non è da escludere che aumenti il numero di donne al volante di camion.

I camionisti sono soli

C’è la credenza diffusa che i camionisti conducano una vita solitaria e sicuramente devono passare molte ore da soli al volante. Questo però poteva essere vero fino a qualche decennio fa, ma oggi sono cambiate le cose. Gli autotrasportatori visitano tanti posti nuovi e, durante il lavoro, incontrano e si interfacciano con un gran numero di persone. Inoltre esistono comunità, sia online che offline, dedicate interamente ai camionisti. Il “camionismo” consente di entrare in contatto con altri colleghi e di instaurare nuove relazioni. E poi c’è sempre la radio che è un ottimo strumento per restare in compagnia e tenersi informati.

I camionisti conducono una vita malsana

Stare tante ore seduti non è il massimo per la salute, ma questo non significa che i camionisti conducono una vita malsana. Anzi, molti di loro si ritagliano uno spazio prezioso anche durante le pause lavorative, facendo stretching o magari facendo piccoli esercizi per distendere e sciogliere muscoli e nervi.

Da sfatare anche un mito sull’alimentazione: non è vero che gli autotrasportatori mangiano male. Molti di loro si preparano un pranzetto leggero, salutare e nutriente da casa, così da non doversi accontentare del cibo non particolarmente “attraente” degli autogrill. E poi si dice sempre che nelle trattorie frequentate dai camionisti si mangia bene, proprio perché girando molto conoscono bene i posti dove conviene fermarsi per un pranzo a prezzi convenienti.

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