Quello che state per leggere è sicuramente un articolo che potrà avere un forte valore storico negli anni a venire per quanto riguarda il mondo dell’autotrasporto. A partire dal 24 maggio di quest’anno Scania ha deciso di mettere sul mercato veicoli a guida autonoma. Per essere più corretti dobbiamo dire che a partire da quella data Scania ha deciso di raccogliere gli ordini per questo tipo di veicoli, che poi verranno consegnati nei primi mesi del 2026.

Va però precisato ulteriormente che questa offerta non riguarda tutto il mondo, ma si concentra solo su quei veicoli che vengono utilizzati nel settore minerario. Questi veicoli non rispettano le classiche norme del codice della strada, non viaggiano sulle strade con gli altri veicoli e non danno problemi dal punto di vista assicurativo.

Veicoli a guida autonoma Scania: cosa bisogna sapere?

La proposta fatta da Scania è qualcosa di importante soprattutto perché fa capire che la guida autonoma è una tecnologia ormai abbastanza affidabile sotto il profilo tecnico. Gli unici ostacoli che possono esserci per questi veicoli sono solo quelli di tipo normativo e che riguardano la garanzia del mezzo.

Ovviamente i vertici di Scania sono particolarmente contenti tanto da definire la notizia come un punto fondamentale nel settore del trasporto pesante, perché si è finalmente giunti al lancio di un veicolo a guida autonoma vero e proprio. Con questa notizia dunque Scania ha messo sul mercato il prodotto più avanzato della sua gamma.

Saranno due ribaltabili i modelli che verranno introdotti inizialmente sul mercato: uno da 40 tonnellate e uno da 50. La guida autonoma può essere vista non solo come un passo in avanti dal punto di vista tecnologico, ma anche come un elemento che può garantire più sicurezza, produttività e anche un requisito fondamentale per l’inserimento dell’elettromobilità.

Veicoli a guida autonoma: a che punto siamo in Italia?

Da quanto si apprende, i nuovi veicoli con guida autonoma saranno commercializzati da Scania prima in Australia e in Sudamerica. La scelta di quest’ultimo mercato dipende dal fatto che Scania è molto presente nel continente sudamericano, soprattutto nel settore minerario.

Anche l’Italia sta facendo passi da gigante sotto l’aspetto dei veicoli a guida autonoma. È di poche giorni fa la notizia che Autostrade per l’Italia sta sperimentando una nuova tecnologia che permetta ai veicoli di comunicare con la rete autostradale anche senza la presenza del segnale satellitare. I tratti autostradali in cui sono state effettuate queste sperimentazioni, senza traffico, sono stati la Galleria Le Croci, fra Calenzano e Barberino, un tratto della A8 e della A26 privo di gallerie e uno di 30 chilometri sempre sulla A26 con il transito nella galleria Valsesia. Per incentivare la crescita dei veicoli a guida autonoma c’è bisogno della connettività. In Italia infatti la connessione riguarda più di un veicolo ogni quattro.

Secondo Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Car & Mobility, i dati che riguardano i veicoli connessi parlano di una prospettiva di crescita nel 2023 che si aggira intorno al 20-25 %. Ovviamente alcuni settori diventeranno saturi prima di altri ma, sempre secondo Salvadori, altri ambiti come quello della smart mobility, della guida autonoma e delle smart road faranno alzare il valore di mercato.

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