Lo stress da camionista è una patologia dei tempi moderni che affligge gran parte dei conducenti di mezzi pesanti. Benché la tecnologia abbia fornito diversi strumenti che rende la guida più piacevole e meno faticosa, bisogna fare i conti con tempi di lavoro, orari e maggiori mansioni a carico del camionista. Il risultato? Un lavoro sempre più stressante.

Lo stress accumulato non è soltanto fisico ma soprattutto mentale e si può suddividere in due categorie: stress acuto e stress cronico. Lo stress acuto è una particolare condizione che si presenta per un periodo limitato susseguente magari a giorni o settimane particolarmente intensi. Lo stress cronico invece è una condizione permanente che dura nel tempo e a lungo andare può abbassare le difese immunitarie aumentando le possibilità di ammalarsi.

Stress da camionista: le principali cause

La principale causa dello stress da camionista è rappresentata dalla attese forzate come: la fase di carico/scarico merce, soste “forzate” nel parcheggio in attesa che apre la sede o lunghe file in coda al centro di smistamento. Al secondo posto c’è la guida indisciplinata degli automobilisti, che non tengono conto delle dimensioni e delle possibilità di manovra dei camion. Sul gradino più basso del podio troviamo l’obbligo di compilazione di tutte le carte burocratiche.

A queste problematiche se ne aggiungono tante altre come il traffico, la guida notturna, le impervie condizioni meteo e la concorrenza dei camionisti dell’Est. Tutte queste condizioni sono deleterie per chi svolge il lavoro del camionista, che avrebbe diritto a turni di riposo idonei a recuperare il giusto livello di benessere psicofisico.

Per far fronte alle consegne sempre più impellenti e alla concorrenza sleale, però, molte aziende impongono ai dipendenti orari massacranti che incidono sul loro stato fisico e psichico ed anche sulla sicurezza di guida.

Stress da camionista: le conseguenze

Tutto questo porta ovviamente a delle conseguenze negative che innestano un circolo vizioso a tutto svantaggio della vita privata e professionale del camionista. Le esigenze professionali e i turni di lavoro portano l’autotrasportatore lontano dalla famiglia per molti giorni. Per un lavoratore “normale” accompagnare i figli a scuola è un’azione quotidiana, mentre per un camionista diventa un privilegio non sempre fattibile. Stare lontani da casa crea ansie e problemi che rischiano di incidere negativamente anche sul rapporto sentimentale con la propria partner.

Diversi conducenti statunitensi ed europei hanno addirittura difficoltà ad alzarsi dal letto, poiché i ritmi di lavoro li trasformano in robot; se aumentano, il corpo prima o poi va in tilt. Come risolvere? Rispettare gli orari di riposo e permettere ai conducenti di stare lontani dalle famiglie solamente per un periodo limitato sono i primi passi da compiere se si desidera davvero ridurre il cosiddetto stress da camionista.

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4 Commenti

  1. Paolo
    31 Gennaio 2019 at 21:10 — Rispondi

    Io con lo stress cronico, mi sono rovinato il sonno, la vista, l’emicrania,ho avuto un attacco cardiaco (grave). Ne sto pagando le conseguenze, giorno dopo giorno. Prendo 5pastiglie al giorno, dolori alla lombare , braccio, gamba dx ,sto spendendo un capitale, per rimettermi un pochino, spero di uscirne, ma non credo.

  2. Orix
    1 Febbraio 2019 at 16:49 — Rispondi

    Ma è riconosciuta ComE malattia derivante dal lavoro quindi coperta sa INAIL?

    • 4 Febbraio 2019 at 15:28 — Rispondi

      Gentile Orix, le “Malattie psichiche e psicosomatiche”, tra cui il “disturbo post-traumatico cronico da stress”, legate a disfunzioni dell’organizzazione del lavoro, rientrano nella “Lista II: malattie la cui origine lavorativa è di limitata probabilità” (Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana – Aggiornamento dell’elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia ai sensi e per gli effetti dell’articolo 139 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modifiche e integrazioni).

  3. DANIELONE
    9 Febbraio 2019 at 3:13 — Rispondi

    A me invece capirà di dormire . poco 4o5h non basta per via dello stress poi ultimamente rapporti sessuali pochi e arrivo a casa molto nervoso ci stanno massacrando fisicamente mentalmente non siamo tutelati in nessuna cosa chiedi un permesso e ti rispondo non é possibile muore qualcuno non puoi andare al funerale .devi fare documenti problemi per il permesso ecc.ecc.

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