Le tanto attese risposte del Ministero dei Trasporti circa i temi legati alla formazione da eseguire per il corretto utilizzo del tachigrafo, sono finalmente arrivate. Merito del Decreto Dirigenziale n. 215 del 12/12/2016, con cui è stata rivista la disciplina che regola i tempi da dedicare alla formazione circa le modalità di utilizzo del cronotachigrafo, analogico o digitale.

Il decreto sancisce definitivamente che le imprese di autotrasporto, in tema di formazione degli autisti e di controllo dell’attività degli stessi, devono somministrare ai loro piloti un minimo di 8 ore annuali, in aule numericamente non superiori ai 40 partecipanti. Chiaro, diretto ed immediato: è stato definito così il decreto per cui si sta attendendo solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per considerarlo operativo.

Una completezza di informazione anche sugli aspetti relativi ai soggetti abilitati all’erogazione dei corsi: tra gli altri, infatti, sono presenti le autoscuole ed i centri di istruzione automobilistica dotati di nulla osta per il conseguimento della CQC. Ma c’è di più: tra gli enti riconosciuti vi sono anche i cosiddetti soggetti attuatori o altri enti accreditati alla formazione professionale, senza dimenticare le imprese sviluppatrici dei software per analisi, gestione e controllo tachigrafi.

Le modalità di rilascio degli attestati

Le norme del decreto stabiliscono anche le modalità per il rilascio degli attestati ai partecipanti. Tali documenti sono necessari per dimostrare l’effettivo adempimento agli obblighi formativi previsti dai regolamenti della Comunità Europea. Nello specifico, al termine del corso di formazione dovrà essere rilasciato, da parte degli enti preposti alla somministrazione, un attestato individuale di partecipazione, con l’indicazione del nome dell’autista, unitamente ad un documento in cui si devono fornire al conducente tutte le istruzioni sulle norme di comportamento da seguire su strada, ai fini del rispetto della normativa comunitaria in tema di tempi di guida, di riposo e di funzionamento del tachigrafo, analogico o digitale.

Come funziona l’attestato

L’attestato di formazione ha una validità di 5 anni, a far fede dalla data di emissione che deve essere sempre presente sul documento. Gli incartamenti accessori, relativi alle istruzioni di corretto comportamento alla guida, invece, valgono solo per 1 anno a partire dalla firma del conducente che li ha ricevuto, e devono quindi essere rinnovati ogni 12 mesi.

È bene, infine, ricordare come la frequentazione dei corsi da parte dei piloti, non mette al sicuro le aziende di trasporto sul tema del corretto utilizzo del tachigrafo: l’attestazione di formazione, infatti, è solo un requisito necessario per non incorrere sin da subito in sanzioni. Il reale e corretto utilizzo del tachigrafo, tuttavia, in caso di controlli dovrà essere verificato sui veicoli da parte delle autorità competenti.

novità digitali bosch per veicoli industriali
Articolo precedente

Bosch, tante novità digitali

nuovo camion iveco
Articolo successivo

Nuovo Stralis, l’innovazione al servizio della comodità

9 Commenti

  1. Gian Mario Pinciroli
    28 Dicembre 2016 at 11:19 — Rispondi

    sinceramente ….hanno rotto il cazzo….Corsi cqc,adr,adesso pure per il tachigrafo. ….Nessuna altra categoria ha tutti questi obblighi di corso,fatti quasi sempre di sabato e domenica senza nemmeno essere retribuiti…Ripeto ,nessun altro..Senza considerare che questo in particolare non serve proprio a niente, se non fregare soldi

  2. Gzim Lleshi
    28 Dicembre 2016 at 11:29 — Rispondi

    Prima la patente à punti è sono dacordo poi comincia il bello là CQC poi obbligati di corso di formazione tutto pagato dà noi adesso vogliono far pagare anche la carta del conducente solo far cassa ché vergogna.

  3. Giuseppe Grancagnolo
    28 Dicembre 2016 at 12:10 — Rispondi

    Haha ammasso di ignoranti si può crakkare

  4. Giuseppe Grancagnolo
    28 Dicembre 2016 at 12:10 — Rispondi

    Sempio ti vai a 100 ma il tachimetro segna 40

  5. Giuseppe Grancagnolo
    28 Dicembre 2016 at 12:11 — Rispondi

    Chi lo a fatto lo a fatto apposta per i camionisti a loro favore

  6. Luca Gebia
    28 Dicembre 2016 at 12:44 — Rispondi

    Gia patente e cqc costano 3000 € mo pure sta rottura di coglioni

  7. Emanuele Schembri
    28 Dicembre 2016 at 13:31 — Rispondi

    Trovo giusti i corsi ma come tutte le altre categorie siano fatti in settimana, al posto di partire ci si istruisce. E spero che inaspriscano sempre di più le pene per la manomissione

  8. Pier Paolo
    28 Dicembre 2016 at 18:50 — Rispondi

    Ma che dite

  9. Vincenzo Passalacqua
    29 Dicembre 2016 at 5:38 — Rispondi

    Basterebbe inserirlo (anche se già c è) all interno dei corsi del cqc.. è solo una mossa per spillare altri soldi

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *