Chiariamo subito un concetto: la vita da camionista è dura e sacrificata, poiché bisogna affrontare molte avversità lungo il tragitto e trascorrere ore, giorni e anche settimane lontani da casa e dai propri affetti. Qualcuno lo vede come un lavoro avventuroso ed entusiasmante, ma non si possono ignorare i sacrifici e le difficoltà che si incontrano lungo la strada.

Ci sono molti stereotipi sui camionisti, che spesso lavorano da soli e possono fare affidamento unicamente sul loro mezzo. Se nonostante tutte queste avversità hai il desiderio di diventare camionista, allora conosciamo meglio questo mestiere che più che un lavoro è uno stile di vita.

Vita da camionista: le insidie principali

Il camionista deve viaggiare in ogni condizione climatica e su ogni tipologia di manto stradale, con tutti i rischi che ne derivano. Inoltre deve rispettare le tempistiche delle consegne e vivere in spazi angusti, condizioni che favoriscono l’insorgere di determinate patologie.

Secondo una ricerca Inail la malattia più diffusa tra gli autotrasportatori è la spondilosi, ma leggendo l’articolo di approfondimento è possibile conoscere quali sono le patologie più ricorrenti tra questa categoria.

Per contrastare queste problematiche è consigliabile:

  • sottoporsi a visite mediche periodiche;
  • fare della sana attività fisica nel tempo libero;
  • seguire una corretta alimentazione, prediligendo spremute e frutta secca al posto di bibite zuccherate e snack dolci;
  • pianificare il tempo da passare con la famiglia.

La patente

Quale patente devono avere i camionisti? Per il trasporto di merci non professionale bisogna avere la patente C che permette di guidare mezzi superiori alle 3,5 t. Oltre alla patente bisogna avere la CQC suddivisa in 3 tipologie:

  • CQC merci: abilita a trasportare esclusivamente merci;
  • CQC persone: abilita a trasportare solo persone;
  • CQC merci/persone: abilita a trasportare sia merci che persone.

Il riposo

Il riposo è uno step fondamentale per i camionisti, che devono poter recuperare le forze psico-fisiche per affrontare il viaggio in condizioni di lucidità. La normativa impone una pausa di 45 minuti dopo 4 ore e mezza di guida. Per questo motivo molto spesso è necessario seguire il riposo di notte a bordo del camion. Molti camionisti si dotano quindi di cuccette dove poter osservare un riposo profondo e ristoratore.

Diverse sono invece le pause, regolamentate dal Regolamento 561/2006. La normativa europea stabilisce che, nel corso del riposo settimanale, il camionista debba alloggiare in apposite strutture. In questi casi vige quindi il divieto di osservare il riposo a bordo del mezzo.

Dove si svolge la vita del camionista?

Gran parte della vita da camionista si svolge proprio a bordo del camion, quindi è necessario che l’abitacolo sia dotato di tutti i comfort necessari.

Per prima cosa la seduta deve essere appropriata in base alle esigenze e alle preferenze del conducente, considerando che dovrà stare seduto per diverse ore consecutive. Come abbiamo già indicato è richiesta la presenza di una zona di riposo dove poter osservare le pause.

Bisogna effettuare controlli periodici su tutte le componenti del mezzo, a partire dall’impianto frenante e dall’impianto di climatizzazione.

Va ricordato che i camionisti non possono guidare più di 9 ore al giorno, fatta eccezione per 2 volte a settimana dove possono arrivare fino a 10 ore di guida.

Articolo precedente

Divieto di circolazione dei camion: il calendario 2024

incidenti su strada camion e auto
Articolo successivo

Soccorso stradale per mezzi pesanti: cosa fare quando il camion è in panne?

Nessun commento

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *